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19.05.2009

L'UNIONE EUROPEA E LA CRISI GUATEMALTECA

I timori che le indagini siano inquinate

L'Unione Europea in questi giorni ha espresso un pieno appoggio alla CICIG (la Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala) auspicando che le indagini sull'omicidio Rosemberg siano imparziali, rapide ed efficaci. E ha altresì manifestato la propria preoccupazione per il rapido degradarsi della situazione politica, sociale e civile del Paese. In Guatemala si fa notare che - se non bi fossero seri pericoli che il Presidente e il suo entourage possano interferire nell'inchiesta - l'Unione Europea non si sarebbe nemmeno scomodata a raccomandarne la trasparenza e l'imparzialità.
La CICIG è un organismo misto, appoggiato dal Presidente stesso, ma sulla cui indipendenza non vi sono fino ad ora stati dubbi, istituito con il compito di indagare su tutto il sistema delle impunità, che dalla fine della guerra civile, ha sempre fatto si che in Guatemala anche i responsabili di gravissimi fatti occorsi durante e dopo l'enfrentamiento l'abbiano sempre fatta franca, ed abbiano potuto continuare ad occupare posti di potere nelle istituzioni.
Che Colòm, sua moglie e i suoi abbiano o meno la coscienza pulita nell'affare Rosemberg lo dovrà acclarare appunto l'indagine che proprio alla CICIG è stata affidata. E non è escluso che saltino fuori delle gravissime responsabilità, tali da costringere il gabinetto alle dimissioni. E' altresì vero che tutto un disegno destabilizzatorio si è scatenato in Guatemala, proprio in coincidenza con alcuni importanti atti del Governo contro l'impunità. Ricordiamo la sostituzione dei vertici della polizia, l'arresto dei responsabili della sparizione di Fernando Garcìa (sindacalista, marito della deputata Nineth Montenegro), le indagini sui piani criminali dell'ex dittatore Rios Montt. Un'ondata di violenza senza precedenti si è scatenata negli ultimi mesi e, guarda caso, ha portato vasti settori dell'ìopinione pubblica a chiedere la mano dura, l'intervento dell'esercito, le dimissioni di Colòm. L'accusa di omicidio, rivolta al Presidente, non è che la ciliegina sulla torta per la linea politica degli avversari dell'attuale governo.
Le associazioni per i diritti civili, in un certo senso sono fra due fuochi. Se infatti avevano salutato con favore i passi compiuti nella lotta contro l'impunità, adesso non possono che associarsi alla richiesta di indagini ineccepibili, che - anche se non prevedono automaticamente le dimissioni del Presidente - indubbiamente sono più ardue in presenza sulla scena del potere dell'attuale gabinetto.

Gruppo Amici di Rekko 7 ONLUS